Sintetizzare in una frase o tentare di racchiudere in una singola foto una stagione durata sei mesi non mi riesce facile. Luoghi, volti, parole, persone che ho conosciuto e con cui ho condiviso i viaggi ora riaffiorano nella memoria, si sovrappongono e sfuggono via. 

Antonella di Ravenna mi ha inviato un'email con una frase di Jaques Cousteau.
Il Comandante del "Mondo Silenzionso", assieme a Walter Bonatti (l'esploratore, non lo scalatore) mi sono cari.
Guardando indietro nel tempo mi accorgo che, se ho scelto per la mia vita deserti e steppe,  in gran parte lo devo a loro.

" ... Una domenica mattina del 1936, a Le Mourillon, nei pressi di Tolone, passeggiai nel Mediterraneo guardando attraverso gli occhiali subacquei di Fernez. Ero un artigliere della Marina da guerra, un buon nuotatore interessato solo a migliorare il mio stile nel crawl. Il mare non era che un ostacolo salato che mi bruciava gli occhi. Fui stupito dallo spettacolo che mi si offerse agli occhi nelle acque di Le Mourillon: rocce coperte di foreste verdi, brune e argentee di alghe e pesci, mai visti prima, che nuotavano nell'acqua cristallina. Alzando il capo per respirare, scorsi un filobus, della gente, i pali della luce elettrica. Immersi nuovamente la testa e la civiltà era di nuovo completamente scomparsa. Mi trovavo in una giungla che non era mai stata vista da quelli che navigavano sul suo tetto opaco.
Talvolta, anche se di rado, si ha la fortuna di accorgersi che nella nostra vita è subentrato un cambiamento, si abbandona la via vecchia, si imbocca la nuova e si prosegue dritti per la nuova rotta"